RICORSO — brief del 2026-06-17

Trump orchestra pressione multilaterale su Russia e Iran dal G7 di Evian mentre l'ombra del tradecraft russo si allunga sull'Europa orientale

Il presidente USA utilizza il palcoscenico del G7 per consolidare una strategia a doppio binario: pressione diplomatica esplicita sulla Russia per un accordo ucraino, mentre annuncia il passaggio a una 'seconda fase' con l'Iran che esclude il cambio di regime ma riattiva l'arma delle sanzioni energetiche. Il summit francese rivela profonde divisioni tra alleati occidentali, con leader in posizioni di forza e debolezza divergenti che competono per influenza in un ordine globale in riconfigurazione. Simultaneamente, l'omicidio dell'artista dissidente russo in Polonia conferma il pattern di eliminazioni extraterritoriali del Cremlino, testando i confini della deterrenza NATO mentre gli USA orchestrano negoziati di pace. La combinazione di diplomazia coercitiva, sanzioni energetiche riattivabili e violenza transnazionale disegna un momento di transizione fragile tra confronto e accomodamento.

“Nixon 1972-1973: la combinazione di pressione militare esplicita (minaccia sanzioni petrolifere su Russia, bombing campaigns in Vietnam) con diplomazia di triangolazione (apertura a Mosca e Pechino simultaneamente, negoziati Iran-Russia-Ucraina paralleli) e gestione di alleati recalcitranti (G7 diviso come NATO durante détente). Come allora, un presidente USA cerca di chiudere conflitti prolungati usando leve economiche e diplomatiche coordinate, mentre gli apparati di sicurezza avversari continuano operazioni clandestine (omicidi KGB in occidente 1970s, oggi assassinio Skrepetsky). Il rischio storico: accordi frettolosi che non risolvono cause strutturali generano nuove crisi entro 3-5 anni.”

Rischi

Da osservare

Quando un presidente promette di 'fare tutto' mentre riattiva sanzioni e i suoi avversari eliminano dissidenti a 600 metri da consolati alleati, la storia insegna che gli accordi sono fragili quanto la deterrenza è ambigua.

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