RICORSO — brief del 2026-06-28

Escalation militare USA-Iran nello Stretto di Hormuz e frammentazione degli ordini globali mentre gli Stati faticano a rispondere alle emergenze interne

Il 28 giugno 2026 segna il ritorno della guerra calda tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, con scambi diretti di raid che cancellano il cessate il fuoco appena negoziato e riportano i premi geopolitici sul petrolio. Mentre le grandi potenze si scontrano militarmente, gli Stati mostrano crescente fragilità interna: il Venezuela sepolto da terremoti gemelli con 1.430 morti e soccorsi bloccati dai militari, la Serbia di Vučić sull'orlo del collasso dopo mesi di proteste, l'Australia impotente contro l'80% di adolescenti che aggirano i ban social, l'UE che condiziona la protezione ai rifugiati ucraini militabili. La Cina sfrutta il vuoto occidentale esportando camion elettrici e robotaxi mentre domina le filiere critiche (RAM, batterie), costringendo Apple a chiedere deroghe per fornitore blacklistato. La tecnologia avanza più veloce delle istituzioni: i controlli export AI creano mercati paralleli asiatici, i droni economici ridefiniscono la guerra, l'automazione spiazza lavoratori più rapidamente di quanto i sistemi sociali possano adattarsi.

“Tardo Impero Romano (III-IV secolo d.C.): frontiere sovraestese con conflitti simultanei in periferie multiple (Persia/Germani allora, Golfo Persico/Taiwan oggi), capacità statale erosa da emergenze interne che i governi non riescono più a gestire (carestie/epidemie allora, disastri climatici/migrazioni oggi), tecnologie militari asimmetriche che rendono obsolete le formazioni tradizionali (cavalleria pesante parti/droni sciame oggi), élites che spostano ricchezze mentre le istituzioni centrali perdono legittimità. Come allora, il centro (Washington/Bruxelles) mantiene supremazia militare formale ma perde controllo effettivo su alleati, mercati e narrative, mentre potenze emergenti (Cina/BRICS) costruiscono ordini paralleli senza scontro frontale definitivo.”

Rischi

Da osservare

Quando gli imperi non riescono più a proteggere i propri cittadini dai terremoti né i propri adolescenti dai social, combattono guerre in mari lontani per dimostrare una forza che non hanno più in casa.

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