RICORSO — brief del 2026-06-30

Alleanze del XX secolo si sgretolano mentre tecnologia e risorse ridisegnano il potere globale

Il 30 giugno 2026 segna una svolta multipolare: gli Stati Uniti ottengono potere di rimuovere agency heads ma vengono fermati su Fed e voto dalla Corte Suprema, mentre Trump oscilla tra minacce esistenziali all'Iran e trattative in Qatar. L'Europa negozia con la Cina un riequilibrio da 360 miliardi di euro mentre il Regno Unito punta 300 miliardi su droni e sistemi unmanned, segnalando la transizione da forze convenzionali a warfare automatizzato. La Cina usa sanzioni su terre rare e dual-use per punire la remilitarizzazione giapponese, replicando tattiche di strangolamento economico che nel 1941 portarono a Pearl Harbor. Nel frattempo Hormuz riapre parzialmente, la Corea del Sud investe 576 miliardi in chip memoria per consolidare egemonia tecnologica, e il Pakistan bombarda l'Afghanistan in un'eco dei raid USA post-9/11 ma senza la rete di alleanze che allora attenuava le conseguenze.

“Fine anni '30-inizio anni '40: embargo petrolifero USA sul Giappone, ri-militarizzazioni competitive, sanzioni economiche come arma strategica su risorse critiche (allora acciaio e petrolio, oggi chip e terre rare), e frammentazione di un ordine liberale mentre potenze medie (UK, Giappone, Pakistan) reagiscono all'erosione di status con accelerazioni militari rischiose. Come nel 1937-1941, vediamo escalation graduali multiple simultanee (Hormuz, Taiwan, Pakistan-Afghanistan) senza meccanismi di de-escalation coordinati, mentre le grandi potenze calibrano deterrenza nucleare e interdipendenza economica per evitare conflitto totale ma accettando proxy wars regionali.”

Rischi

Da osservare

Quando gli imperi negoziano mentre armano, e le sanzioni sostituiscono i confini, la storia non si ripete ma fa rima con il suono dell'acciaio che si tempra.

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