RICORSO — brief del 2026-07-14

Lo Stretto di Hormuz brucia per la terza notte mentre l'ordine multipolare si sfalda su più fronti contemporaneamente

La giornata converge su un unico filo conduttore: istituzioni e equilibri costruiti nei decenni scorsi mostrano crepe simultanee su scala globale. Nel Golfo la guerra USA-Iran si intensifica con un blocco navale che rievoca la Tanker War degli anni '80, spingendo il Brent sopra 84 dollari e innescando riposizionamenti energetici (India verso il petrolio russo, shale USA come cuscinetto). In parallelo l'Europa fatica a mantenere l'unità sanzionatoria contro Mosca (veto bulgaro sul 21° pacchetto) mentre rilancia la propria autonomia difensiva a Parigi con uno scudo antibalistico e forniture belliche a Kiev. Il Regno Unito irrigidisce la linea sui proxy iraniani dopo attacchi antisemiti a Londra, la Cina testa capacità nucleari di secondo colpo nel Mar Cinese Meridionale, e la magistratura americana smonta protezioni fiscali costruite dall'esecutivo Trump. Ogni fronte - Medio Oriente, Ucraina, Indo-Pacifico, politica interna occidentale - segnala la stessa dinamica: attori di potenza mettono alla prova i limiti di sistemi multilaterali logorati, mentre nuove coalizioni ad hoc (i Volenterosi, UK-UE post-Brexit) tentano di colmare il vuoto lasciato da un ordine a guida unica sempre più assente.

“La rima dominante è il 1979-1980: un anno di crisi simultanee e non correlate che si rafforzano a vicenda - shock petrolifero mediorientale, sfida diretta a una potenza regionale, transizioni di leadership interne (Callaghan/Major evocati per Burnham), test missilistici come segnali strategici ambigui, e un sistema di sicurezza collettiva (allora la Società delle Nazioni già morente, oggi l'architettura sanzionatoria UE) che perde credibilità perché i membri bloccano le misure più incisive per interessi nazionali. La differenza cruciale: oggi manca un hegemone chiaro capace di imporre una soluzione, sostituito da coalizioni multipolari e frammentate.”

Rischi

Da osservare

Quando le istituzioni multilaterali smettono di scegliere, la storia sceglie per loro - e di solito sceglie il conflitto.

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