RICORSO — brief del 2026-07-19

L'ottava notte di guerra USA-Iran incendia il Golfo mentre l'ordine liberale si sgretola su più fronti contemporaneamente

Il conflitto USA-Iran è entrato in una fase di escalation aperta e reciproca, con vittime americane, colpi su basi in Giordania e Kuwait e un Khamenei che rigetta ogni via diplomatica: siamo oltre la logica della rappresaglia calibrata vista nel 2020 o nel 2024. Attorno a questo epicentro si muovono economie sotto assedio (Russia che torna al contante, Cuba senza elettricità) e sistemi politici che si riscrivono dall'interno senza passare per le urne, da Budapest a Londra. In parallelo, la competizione tecnologica Cina-USA-India si intensifica su chip, AI e spazio, segno che la frattura geopolitica accelera anche la corsa industriale. Sullo sfondo, proteste sociali (Delhi, Cuba) e repressioni istituzionali (Hong Kong, Gaza) mostrano una crescente insofferenza popolare verso governi percepiti come opachi o predatori.

“La rima dominante è quella della tarda Guerra Fredda per procura anni '80: economia di guerra logorante (URSS in Afghanistan, Iran-Iraq, blocco petrolifero su Cuba oggi), blocchi navali e attacchi mirati a infrastrutture logistiche, sanzioni secondarie che spingono verso valute alternative, e regimi che resistono tramite riforme cosmetiche mentre la popolazione torna a pratiche pre-moderne (contante, cacerolazos). È un mondo di attriti multipli a bassa/media intensità che erodono capacità statali senza produrre collassi immediati, ma accumulano fragilità strutturali.”

Rischi

Da osservare

Quando le istituzioni cedono e i bombardamenti continuano sotto etichette diverse, la storia non si ripete: rima.

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