RICORSO — brief del 2026-07-26

Il mondo alla prova delle istituzioni: elezioni delegittimate, guerre per procura e governance tecnologica senza regole condivise

Il filo conduttore del giorno è l'erosione della fiducia nelle istituzioni sotto pressione, dalle urne brasiliane contestate preventivamente da Washington, alle piazze indiane e tunisine che sfidano governi centralizzati, fino alla frammentazione della governance globale su IA e giustizia internazionale. Sul fronte securitario, la guerra Iran-USA si allarga per procura su più teatri simultanei - Mar Rosso, Caspio, Golfo - con Trump che frena l'escalation diretta per limiti materiali (scorte Patriot) più che per scelta strategica. Parallelamente, la guerra commerciale USA riapre fratture tra alleati storici (UE, ASEAN) proprio mentre la Cina sfrutta le divisioni altrui per consolidare un'architettura economica regionale alternativa. Il quadro complessivo è quello di un ordine multipolare in cui potenze e blocchi agiscono su binari paralleli - commercio, sicurezza, tecnologia, diritto internazionale - senza un centro di coordinamento condiviso.

“La rima dominante è il primo dopoguerra interbellico (1929-1939): tariffe unilaterali che rompono la fiducia commerciale (Smoot-Hawley), potenze regionali che testano i confini della deterrenza attraverso proxy e provocazioni navali, istituzioni internazionali indebolite dall'interno (CPI come la Società delle Nazioni), e una tecnologia trasformativa (oggi l'IA, allora l'industrializzazione di massa) che corre più veloce delle strutture sociali e politiche capaci di assorbirne l'impatto.”

Rischi

Da osservare

Quando le istituzioni vacillano, la storia non si ripete: fa rima, e questa settimana il metro è quello degli anni Trenta.

Leggi le 10 analisi complete →