RICORSO — brief del 2026-07-28

L'ordine multipolare si consolida: tregua fragile in Iran, alleanze occidentali sotto tensione e autoritarismi che si irrigidiscono da Managua ad Abuja

La giornata mostra un sistema internazionale in transizione accelerata: la pausa nei bombardamenti USA-Iran offre respiro ai mercati ma resta una leva negoziale reversibile, mentre Washington apre contemporaneamente un fronte tariffario globale che spinge Brasile e Cina a stringere legami e a diversificare rispetto agli USA. In parallelo si moltiplicano le crepe nel campo occidentale: il walkout USA-Francia all'ONU e le tensioni Trump-Macron segnalano un disallineamento transatlantico che si somma al vuoto lasciato dall'Occidente in Africa, colmato da Pechino su sanità ed Ebola mentre la CPI perde un altro membro africano. Sul fronte latinoamericano, Milei-Lula e la deriva autoritaria di Ortega in Nicaragua confermano una polarizzazione ideologica che rispecchia dinamiche di blocco già viste in altre epoche. Il filo comune è un indebolimento delle architetture multilaterali del dopoguerra, sostituite da diplomazia transazionale, leve bilaterali e vuoti di potere regionali riempiti da attori non tradizionali.

“La dinamica dominante ricorda la fase 1971-1974 del post-Bretton Woods e della détente kissingeriana: shock tariffari unilaterali stile Nixon Shock, diplomazia parallela su più teatri di crisi (Vietnam/Medio Oriente allora, Iran/Ucraina oggi), e un riallineamento delle potenze regionali che approfittano delle crepe nell'ordine a guida USA per ridefinire alleanze economiche e strategiche.”

Rischi

Da osservare

Quando le tregue diventano leve e i tribunali perdono giurisdizione, non è pace: è solo il vecchio ordine che si dissolve un trattato alla volta.

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