RICORSO — brief del 2026-08-08

Il mondo si ricompone in blocchi ad hoc mentre Washington testa i limiti delle proprie istituzioni

Oggi convergono due dinamiche parallele: da un lato la frammentazione geopolitica accelera con nuove alleanze difensive reattive (Mecca Pact, riarmo colombiano sponsorizzato USA, Taiwan che si blinda contro Pechino), segno di un ordine multilaterale sempre più sostituito da coalizioni regionali improvvisate. Dall'altro, l'esecutivo americano ripete lo stesso schema in ambiti diversi - Fed, eolico, cittadinanza - tentando per la seconda volta ciò che i tribunali avevano già bloccato, mentre all'estero usa leva tariffaria e sanzioni come arma negoziale contro alleati (Canada) e rivali (Russia). La guerra in Ucraina e la corsa AI mostrano lo stesso pattern: tecnologie e armamenti che superano la velocità delle strutture di controllo pensate per contenerli. Il dato positivo sulla deforestazione amazzonica ricorda che le traiettorie non sono immutabili quando la volontà politica e il monitoraggio convergono.

“La rima dominante è il primo dopoguerra freddo (1947-1955): alleanze di difesa regionali costruite in fretta per arginare un rivale percepito (Baghdad Pact/CENTO, oggi Mecca Pact), mentre un potere centrale - allora Washington contro l'URSS, oggi la Casa Bianca contro i propri contrappesi interni - testa ripetutamente i limiti istituzionali (Jackson contro la Second Bank, oggi Trump contro Fed, corti e Congresso). È un'epoca di costruzione di blocchi più dichiarativi che operativi, e di erosione lenta ma sistematica dei vincoli di governance in nome dell'urgenza geopolitica.”

Rischi

Da osservare

Le alleanze si firmano in fretta quando la fiducia nelle istituzioni comuni è già scaduta.

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