RICORSO — brief del 2026-08-18

Il multipolarismo si irrigidisce: Washington alza la posta su Hormuz e Taiwan mentre Mosca e Pechino consolidano il controllo interno e la pressione economica esterna

La giornata conferma un mondo in cui la logica delle sfere d'influenza torna a dominare: Trump usa minacce dirette verso alleati minori (Oman) e leve militari-diplomatiche multiple (Iran, Corea, Cina-Taiwan) per ridisegnare equilibri regionali senza un quadro multilaterale coerente. In parallelo, Mosca elimina l'ultima opposizione legale prima del voto e continua un'escalation di droni su più fronti (Ucraina, Iraq, Regno Unito), segno che la guerra ibrida si è ormai normalizzata come stato permanente. Sul piano economico, il rallentamento cinese e la risposta commerciale UE-Cina si intrecciano con una bolla di investimenti AI (Nvidia-OpenAI) che ripete schemi di finanziamento circolare già visti nelle bolle infrastrutturali del passato. Anche i sistemi multilaterali minori — Dublino UE, non-allineamento indonesiano, muro USA-Messico — mostrano la stessa erosione: regole comuni che collassano sotto la pressione di interessi nazionali divergenti.

“La rima dominante è la Guerra Fredda tardo-anni '80: potenze rivali si confrontano per procura (droni, sanzioni, guerra commerciale) evitando lo scontro diretto, mentre i regimi autoritari usano strumenti legali per neutralizzare il dissenso interno prima di elezioni-vetrina, e i mediatori/alleati minori (Oman, Indonesia) sono schiacciati tra blocchi che chiedono lealtà esclusiva — esattamente come nel non-allineamento sotto pressione della Guerra Fredda.”

Rischi

Da osservare

Quando i mediatori diventano bersagli e le opposizioni diventano reati, la diplomazia lascia il posto alla logica dell'ultimatum permanente.

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