RICORSO — brief del 2026-08-19

Trump gestisce il mondo a colpi di deadline e leve bilaterali, mentre guerre di logoramento e bolle tecnologiche corrono in parallelo

La giornata conferma il metodo Trump del brinkmanship negoziale, applicato simultaneamente a Canada, Corea del Sud e, sullo sfondo, Cina e Iran: minacce tariffarie o militari ravvicinate seguite da concessioni improvvise che scavalcano gli alleati tradizionali. In parallelo, i conflitti di logoramento (Russia-Ucraina, crisi interna a Kiev, epidemia Ebola in Congo) mostrano economie e leadership sotto stress prolungato, con segnali di fragilità interna occultati o repressi. Sul fronte tecnologico-economico, la rivalità USA-Cina si gioca su dati, AI e standard globali, mentre la mania speculativa su Unitree a Shanghai e la trattativa Apple-UE mostrano due facce della stessa competizione regolatoria e finanziaria attorno al dominio tecnologico. Il petrolio scoperto in Brasile e la retorica di Lula si inseriscono in questo quadro come tentativo di sfruttare le fratture geopolitiche (Hormuz) per riposizionamento energetico nazionale.

“La dinamica dominante ricorda la fase 1969-1991 della Guerra Fredda tardiva: potenze che riducono impegni militari diretti per priorità geopolitiche più ampie (dottrina Nixon in Corea), rivalità tecnologica trattata come questione di sicurezza nazionale (Giappone anni '80), e conflitti periferici di logoramento senza vittoria militare netta (Iran-Iraq, Afghanistan sovietico) dove il costo economico interno viene nascosto o punito internamente. È un momento di transizione multipolare gestito con strumenti unilaterali e teatrali più che con architetture multilaterali stabili.”

Rischi

Da osservare

La storia non si ripete, ma le sue deadline sì: ogni epoca ha i suoi Hanoi, i suoi Singapore, i suoi accordi firmati all'ultimo minuto e dimenticati al secondo successivo.

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