RICORSO — brief del 2026-09-13

Il mondo si frammenta lungo tre linee di faglia: energia mediorientale, potenze in competizione tecnologica e blocchi geopolitici che si irrigidiscono

L'escalation Houthi-Arabia Saudita colpisce di nuovo il cuore dell'approvvigionamento energetico globale, mentre la guerra USA-Iran in corso da sette mesi rende ogni attacco infrastrutturale più pericoloso che nel 2019. In parallelo, il vertice BRICS a New Delhi e la minaccia cinese di cancellare il summit Xi-Trump mostrano un sistema multipolare che usa summit e dichiarazioni come leva negoziale, non come reale distensione. L'appello di Amodei-Altman-Musk al rallentamento IA arriva mentre la competizione tecnologica resta comunque la vera partita di potere sottostante, echeggiando i dilemmi nucleari del dopoguerra. Sabotaggi ferroviari in Francia e ai depositi d'armi in Bulgaria confermano che la guerra ibrida si combatte ormai su infrastrutture civili europee, non solo sui fronti dichiarati. Il filo comune è la crescente sfiducia tra blocchi rivali che preferiscono precondizioni, minacce e teatro diplomatico a negoziati sostanziali.

“La Guerra Fredda a più poli degli anni '70-'80: superpotenze che si minacciano attraverso proxy energetici e sabotaggi infrastrutturali, mentre scienziati e tecnologi lanciano appelli di autolimitazione (come Asilomar o gli scienziati atomici) che i governi ignorano nella pratica; summit diplomatici usati come merce di scambio (Parigi 1960, Bandung) più che come reali spazi di risoluzione.”

Rischi

Da osservare

Quando i sismografi diplomatici tacciono, sono gasdotti e binari a registrare la vera scossa della storia.

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