RICORSO — brief del 2026-09-15

Il sistema internazionale si sfilaccia su tre fronti simultanei: confini NATO testati da droni, ordine mediorientale in frantumi sotto l'avanzata Houthi, e la corsa IA che spacca Washington-Pechino mentre Bruxelles resta a guardare

Oggi convergono tre crisi che condividono la stessa logica di fondo: potenze revisioniste o attori non statali testano i limiti di sistemi di sicurezza percepiti come indeboliti, dalla Lituania al Mar Rosso. La Russia sonda lo spazio aereo NATO con droni a bassa deniability mentre colpisce infrastrutture civili al confine ucraino, gli Houthi smantellano una tregua regionale approfittando del disimpegno americano da Riad, e Pechino stringe i controlli interni proprio mentre la sua economia rallenta e l'IA emerge come nuovo terreno di scontro esistenziale con Washington. Sullo sfondo, gli Stati Uniti deregolamentano energia e IA in nome della competitività, l'Europa osserva senza capacità autonoma né in materia di sicurezza né tecnologica, e le crisi umanitarie (Sudan) restano orfane di attenzione e fondi. Il filo comune è l'erosione simultanea di più garanzie di sicurezza post-Guerra Fredda: nucleare-diplomatica, energetica-climatica, marittima-commerciale.

“La dinamica dominante ricorda la fase 1975-1979 della distensione USA-URSS in disfacimento: accordi di sicurezza regionale che si sgretolano uno dopo l'altro (proxy war in espansione, sondaggi militari ripetuti ai confini alleati, potenze mediorientali che perdono fiducia nella garanzia americana) mentre le grandi potenze restano bloccate in una rivalità tecnologica-ideologica (allora nucleare, oggi IA) che impedisce loro di gestire le crisi periferiche. Come allora, il rischio non è la guerra diretta tra grandi potenze ma l'accumulo di crisi regionali non contenute che eventualmente si intrecciano.”

Rischi

Da osservare

Quando le garanzie si sgretolano ai margini, è solo questione di tempo prima che la crepa raggiunga il centro.

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