RICORSO — brief del 2026-09-17

Il mondo si riarma su tutti i fronti mentre l'energia da guerra Iran-Yemen destabilizza mercati e alleanze occidentali

La giornata converge su un unico snodo: la guerra Iran-USA e l'escalation Yemen-Arabia Saudita stanno riscrivendo prezzi energetici, catene di trasporto e assi diplomatici globali, con il petrolio sopra 100 dollari che si trasmette all'inflazione UK e mette sotto stress i gilt come i mercati obbligazionari USA. In parallelo Washington intensifica la pressione su Mosca con accuse penali dirette e il Graham Act, mentre al proprio interno la Fed di Warsh sfida apertamente Trump alzando i tassi. Sullo sfondo, l'architettura multilaterale si sgretola su più tavoli: il Congresso USA prova a frenare l'esecutivo su Iran e vendite d'armi a Israele, l'UE corteggia il Canada irritando Trump, e nuovi fronti sanzionatori si aprono col Sudafrica. Lo spazio cislunare diventa infine il prossimo teatro di competizione strategica, segno che la militarizzazione si estende oltre i confini terrestri e marittimi già in tensione.

“Lo shock petrolifero del 1973-74 e la crisi degli ostaggi iraniana del 1979-80 sono le rime dominanti: un evento centrato sull'Iran genera un'impennata energetica che si propaga rapidamente all'inflazione delle economie occidentali importatrici, mentre il Congresso USA, come negli anni del dopo-Vietnam, tenta di ricontenere un esecutivo impegnato in un conflitto prolungato senza autorizzazione formale chiara.”

Rischi

Da osservare

Quando il petrolio torna a dettare la storia, ogni banca centrale scopre di avere meno indipendenza di quanta ne rivendicasse.

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