RICORSO — brief del 2026-09-24

Trump orchestra la distensione con Xi e apre un canale segreto con l'Iran, mentre ai margini del sistema si moltiplicano test militari, cyberattacchi e crisi locali irrisolte

La giornata è dominata da due esercizi di diplomazia teatrale al vertice: l'accoglienza di Xi a Washington con proroga della tregua commerciale, e l'incontro riservato USA-Iran a New York mentre in pubblico Pezeshkian e Trump si scambiano retorica di guerra. Sotto questa cornice di gestione controllata tra grandi potenze, la periferia del sistema internazionale si muove in direzione opposta: incursioni russe nello spazio NATO, ripresa della guerra in Tigray, proteste in Siria, tensioni Falklands e pressioni multiple su Corea del Sud rivelano una frammentazione che i summit non riescono a contenere. La corsa all'AI si inserisce nello stesso schema duale: rivalità di potenza a Washington-Pechino e appelli alla regolazione globale ignorati, mentre un incidente di sicurezza (Australia) e una violazione cyber (FBI) mostrano quanto la governance tecnologica sia in ritardo rispetto alla velocità di dispiegamento. Il filo conduttore è la coesistenza di stabilizzazione al vertice e instabilità crescente alla base del sistema.

“La dinamica dominante ricorda la distensione anni '70 tra superpotenze (Nixon-Breznev, SALT) combinata con le incursioni aeree sovietiche in Scandinavia/Baltico dello stesso periodo: accordi teatrali di gestione della tensione al vertice convivono con test di prontezza a bassa intensità ai margini, senza che la distensione centrale impedisca l'erosione periferica. La differenza cruciale è la densità delle interdipendenze odierne — commerciali, tecnologiche, cyber — che rende ogni rottura potenzialmente più costosa ma anche più difficile da isolare da un teatro all'altro.”

Rischi

Da osservare

Ai vertici si firma la tregua, ai confini si testa la guerra: la storia insegna che le due cose accadono sempre insieme.

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