RICORSO — brief del 2026-09-25

Distensione in scena, guerre in sottofondo: il mondo recita l'ordine multipolare mentre Medio Oriente, mercati e alleanze scricchiolano

La cena di Stato tra Trump e Xi incarna la giornata: gesti di cortesia diplomatica che coprono rivalità strutturali irrisolte su Taiwan, AI e commercio, esattamente mentre Washington fa pressione riservata sui test nucleari cinesi. Attorno a questo teatro di potenza si moltiplicano fronti caldi non pacificati - Houthi contro Aramco, Iran che offre riaperture condizionate a Hormuz, Russia che sonda la NATO con sabotaggi e droni - segno che nessuna grande potenza controlla più pienamente la propria periferia. In parallelo i mercati mostrano segni di stress reale: rendimenti Treasury in salita, aste deboli, una Fed silenziosa sotto Warsh mentre il debito AI assorbe liquidità e il petrolio torna sopra i 100 dollari. Isolamento di Israele all'ONU, accuse di ingerenza USA in Brasile e la svolta identitaria italiana completano un quadro di frammentazione simultanea su più assi - militare, economico, valoriale - senza un centro capace di ricomporlo.

“La rima dominante è la transizione multipolare degli anni '70: come allora (Nixon-Mao, shock petrolifero 1973, guerra del Vietnam in disfacimento, sonde sovietiche in Europa), oggi le superpotenze coltivano un teatro di distensione bilaterale mentre guerre per procura ardono ai margini (Yemen, Iran, Ucraina/NATO), lo shock energetico torna a minacciare l'inflazione, e una banca centrale deve ricostruire credibilità di fronte a shock che non può più ignorare - proprio come alla vigilia dell'era Volcker.”

Rischi

Da osservare

Le grandi potenze cenano insieme mentre il mondo, ai loro piedi, continua a bruciare.

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