Il mondo si riarma e si chiude: guerre per i mari, frontiere commerciali che si alzano e piazze che esplodono dove i conti pubblici non tengono
Le storie di oggi ruotano attorno al controllo di rotte, mercati e confini. Nel Mar Rosso l'offensiva anti-Houthi a Bab al-Mandab, con i sauditi sostenuti da forze turche e pakistane, e la guerra etiopica in Tigray con la rivendicazione di un porto mostrano la stessa lotta per l'accesso al mare. In economia Merz e Macron chiedono un 'kill switch' commerciale, l'India soffre la dipendenza dalla Cina e Reflection AI cerca di riportare il campo open-weight sotto bandiera americana: la sicurezza economica diventa politica industriale. Sul fronte interno la repressione delle proteste studentesche in Francia, con l'euro ai minimi in 17 mesi, e la vittoria del PQ in Quebec, con un referendum rinviato al 2029, mostrano come fragilità fiscali e identitarie erodano la coesione degli Stati. A questo si aggiungono le opacità informative, dall'istituto anti-peste di Irkutsk all'incidente aereo in Nigeria, dove le versioni ufficiali sono contestate o incomplete. Gli annunci di vittoria o di controllo precedono spesso la verifica sul terreno.
“Gli anni Trenta e il lungo 1914-1939 in versione attenuata: blocchi che si formano (patto saudita-turco-pakistano, fronte Egitto-Eritrea-Sudan contro Addis Abeba), commercio che diventa arma (kill switch UE, dazi indiani, surplus cinese da 1.200 miliardi) e governi sotto pressione interna che irrigidiscono la risposta. Più precisamente l'eco è quella dello shock giapponese anni Ottanta e del 'China shock' dopo il 2001: un esportatore dominante genera difese protezionistiche a catena. Lo strumento anti-coercizione UE del 2021-23, mai attivato e usato come deterrente, suggerisce che anche il nuovo strumento sarà più una leva negoziale che un'arma effettivamente usata. Nel Mar Rosso la campagna 2015-17 ricorda che le conquiste costiere rapide non si traducono in vittoria politica.”
Rischi
- Escalation regionale nel Mar Rosso e nel Golfo: attacchi Houthi a Riad e ad Aramco, ingresso di forze turche e pakistane e intreccio con la guerra USA-Iran possono interrompere ancora i flussi energetici e commerciali, con ricadute su prezzi e assicurazioni.
- Stress fiscale e politico in Europa: proteste studentesche con oltre 5.000 arresti e feriti gravi in Francia, dubbi sui conti pubblici e euro ai minimi in 17 mesi possono alimentare instabilità sociale e premio di rischio sul debito francese.
- Frammentazione commerciale e territoriale: misure UE di chiusura del mercato, risposte di Pechino, guerra in Tigray con pretese sul Mar Rosso, referendum in Alberta e rilancio sovranista in Quebec aumentano l'incertezza su alleanze, catene di fornitura e unità degli Stati.
Da osservare
- Diversificazione delle catene di fornitura e politica industriale: strumenti UE anti-dipendenza, localizzazione produttiva in India e altri mercati, e settori protetti con dazi e standard come i giocattoli indiani.
- IA open-weight e infrastrutture di calcolo: la sfida di Beam ai modelli cinesi (dati ancora da verificare in modo indipendente) e il tema dell'efficienza di inferenza possono ridisegnare costi e adozione dell'IA.
Quando i mari si stringono e i mercati si chiudono, ogni annuncio di vittoria è solo il primo capitolo di una storia più lunga.
Leggi le 10 analisi complete →