RICORSO — brief del 2026-10-17

L'energia cara detta la politica: Washington allenta su Mosca mentre il Golfo brucia e i mercati vendono l'AI

Il filo comune è il prezzo dell'energia, che condiziona geopolitica, mercati e politiche industriali. Con il Brent attorno a 105-110 dollari, gli attacchi Houthi e iraniani alle infrastrutture saudite e la scarsità di diesel prevista fino al 2027, Trump sospende le sanzioni alla Russia in vista delle midterm e Roma negozia con Bruxelles un sostegno temporaneo sul gas. Intanto l'inflazione ostinata e una Fed guidata da Warsh, che non dà indicazioni sulle mosse future, colpiscono le valutazioni delle Big Tech e il boom dell'AI finanziato a debito. Sul piano strategico si consolidano blocchi contrapposti: la fortezza commerciale UE contro la Cina, la corsa USA ai minerali critici e il riarmo navale e tecnologico nordcoreano. Gli incidenti con gli agenti AI in India e il lancio dell'iPhone Duo ricordano che la tecnologia avanza più in fretta delle regole e della prudenza dei consumatori.

“Gli anni Settanta, con un tocco di 1994 e 2000. Come dopo lo shock petrolifero del 1973 e la crisi del 1979, uno shock energetico di origine geopolitica spinge i governi a sacrificare coerenza strategica e sanzioni per proteggere i consumatori, mentre l'inflazione limita i margini delle banche centrali. La stretta imprevista del 1994 e la bolla dot-com del 2000 spiegano invece la fragilità di un boom tecnologico finanziato a debito quando il costo del capitale risale. L'embargo sul grano del 1980-81 mostra a sua volta come le sanzioni cedano quando la politica interna lo impone.”

Rischi

Da osservare

Quando il prezzo del carburante pesa più dei principi, le sanzioni durano quanto la pazienza dell'elettore.

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