RICORSO — brief del 2026-10-18

Hormuz brucia e Washington congela le sanzioni a Mosca: l'ordine globale si regge su pause reversibili, mentre il costo della vita accende le piazze

Le storie di oggi sono legate da un filo comune: lo shock energetico della guerra in Iran, con Hormuz sotto controllo di Teheran dalla fine di febbraio, due petroliere in fiamme e il Brent gennaio 2027 a 102,59 dollari. Quel prezzo alimenta il carovita che porta in piazza 550.000 persone in Francia, con proteste anche in Belgio, Italia e Portogallo. Lo stesso prezzo mette in difficoltà economie fragili come Bolivia e Tunisia, e spiega perché Washington sospende per 60 giorni le sanzioni alla Russia e propone più gas russo all'Europa, che resiste. Sul fronte finanziario il boom AI da 10.000 miliardi si scontra con un costo del capitale in salita, in continuità con il sell-off tecnologico e con i rendimenti a doppia cifra offerti per finanziare i chip. La Cina intanto espande la propria influenza commerciale e culturale, e il Brasile va al ballottaggio del 25 ottobre in parità tecnica. Il fumo degli incendi indonesiani, che ha portato l'allerta Asean al livello massimo, ricorda che anche i rischi climatici si sommano agli altri.

“Gli anni Settanta e primi Ottanta: shock petrolifero dopo la rivoluzione iraniana, inflazione, tagli ai sussidi e rivolte del pane, distensione ambigua con Mosca e dipendenza europea dal gas sovietico. Come allora, uno shock di offerta nel Golfo sposta i prezzi in modo duraturo, erode il consenso interno e spinge le potenze a negoziare compromessi geopolitici dettati dall'energia. Sullo sfondo c'è anche la guerra delle petroliere del 1984-88, con scorte navali USA e mine, e l'eco più cupa di Monaco 1938 nel timore ucraino di un accordo sopra la sua testa. Resta una differenza importante: oggi il blocco colpisce una quota molto maggiore dell'offerta, con scorte più sottili e un debito tecnologico che allora non esisteva.”

Rischi

Da osservare

Le sanzioni si sospendono in sessanta giorni, ma il prezzo del petrolio non si sospende: è lui a scrivere la storia mentre i governi leggono i comunicati.

Leggi le 9 analisi complete →