RICORSO — brief del 2026-10-20

Dall'Europa in fiamme al Golfo sotto attacco: l'ordine occidentale scricchiola mentre l'America usa le alleanze come leva

Le storie di oggi mostrano un Occidente che perde coesione su più fronti. Le rivolte in Francia e gli scontri a Milano diventano materiale da campagna per Trump, che le usa nei comizi dei midterm e le lega alla minaccia di ritirare gli Usa dall'Europa. Sul fronte esterno Washington tratta gli alleati come strumenti negoziali: restrizioni di intelligence a Kiev, sanzioni alla Russia sospese e la visita di Hegseth a Netanyahu, a otto giorni dal voto israeliano, sulla ripresa delle operazioni contro l'Iran. Gli Houthi colpiscono l'Arabia Saudita, il Golfo si mobilita e Hormuz resta un freno all'economia. Sul piano economico, la rivalità Usa-Cina prosegue in parallelo al negoziato pre-Shenzhen, mentre le tensioni sul debito dell'infrastruttura AI (CoreWeave, CDS) contrastano con le scommesse di lungo periodo su nucleare e spazio (Amazon-SMR, MMX).

“Il presente somiglia soprattutto agli anni Settanta e alla crisi di Suez del 1956 insieme: un'alleanza atlantica messa alla prova da pressioni americane e da frizioni interne, con rivolte sociali per il costo della vita e conflitti regionali in Medio Oriente che incidono sull'energia. A questo si aggiunge il ciclo di fine boom tecnologico del 2000-2002, in cui il debito che finanzia l'infrastruttura (allora telecom, oggi AI) mostra le prime crepe prima che la domanda finale venga messa in discussione. Come nel 2005 e nel 2018, le crisi sociali tendono a spegnersi in poche settimane, ma lasciano irrisolti i problemi strutturali e diventano strumento politico.”

Rischi

Da osservare

Le alleanze si incrinano quando diventano moneta di scambio, e i boom finiscono quando il debito arriva prima della domanda.

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